Workshop Genova 2025 – Giulio Di Meo

GENOVA NON SI ARCHIVIA
La città, Carlo, il tempo che non cancella

Workshop di fotografia documentaria con Giulio Di Meo
18/19/20 luglio 2025 | Genova


Venerdì 18 luglio noi del workshop eravamo in Piazza Alimonda. Cercavamo un dettaglio, un angolo preciso di quel luogo per imprimere nella nostra coscienza storica, attraverso l’obiettivo delle fotocamere, la consapevolezza di ciò che accadde quel 20 luglio 2001.

Abbiamo attraversato i luoghi dei cortei, delle cariche, della Diaz, ricordando Carlo Giuliani. Con lo sguardo abbiamo interrogato vie e piazze alla ricerca di tracce capaci di comporre i nostri racconti fotografici. Non è facile: sono luoghi sospesi tra tempo e spazio. Sappiamo cosa avvenne, ma spesso resta soltanto qualche scritta su un muro. Eppure ci sono ancora persone che testimoniano, che ricordano la Diaz, le cariche, ma anche la voglia dei movimenti globali di costruire e immaginare un mondo diverso. E c’è ciò che è rimasto dopo Genova.

Familiari, amici, insegnanti ci hanno raccontato Carlo non solo come è stato ucciso, ma anche come è vissuto: il ragazzo che era, i suoi sogni, la sua allegria.

Mentre cercavamo “un punto esatto”, ci sembrava che tutto si annullasse e che l’unica certezza fosse proprio quel luogo. Le strade, i palazzi, i tetti, tutto parlava di te, Carlo. Quando Luca disse: “Ecco, qui giaceva il suo corpo”, noi non ti vedevamo ma tu eri lì. Lo sei da sempre, lo sei da quel pomeriggio dell’estate 2001, da quel preciso momento che ancora oggi ci spinge a chiederci cosa sia cambiato da allora. Il nostro racconto è fatto anche di questo: delle persone, di chi c’era e di chi c’è ancora oggi, per ricordare, lottare e difendere un po’ di allegria nelle piazze e nelle città. Per non dimenticar-ti, Carlo.

È cambiato che sei presente nella consapevolezza di chi, in tanti, ha deciso di non lasciarti imprigionare nel limbo delle etichette. Di chi ha scelto di non vederti come il “cattivo esempio” da evitare, né come il “criminale incappucciato” che ti volevano addosso. Carlo, non volevi morire. Non sei un martire che si sacrifica volontariamente, ma un ragazzo che lottava con la speranza di cambiare una società che ti stava stretta, avvinghiata nei suoi stereotipi di potere.

Eri un giovane che sognava che menzogna e dolore potessero sparire. Eri, e sarai per sempre, come scrive Fossati, “come i treni a vapore, che di stazione in stazione, di porta in porta, il dolore passerà”.

Nel libro I sonetti di Carlo, a un certo punto Carlo scrive: “Qualcuno ha detto che di vita si muore”. Genova resta una ferita aperta, e proprio per questo è fondamentale raccontare e ricordare ciò che avvenne e ciò che rimane: le persone, i luoghi, le voci. È doloroso, ma necessario. Ancora più importante è continuare a condividere momenti in cui stare insieme, per portare avanti quelle lotte e non smettere di immaginare un futuro diverso.

Dovevano cambiare molte cose perché il passato avesse un futuro.

Michele Abbatangelo e Doralice Renzi



Workshop organizzato in collaborazione con il Comitato Piazza Carlo Giuliani

Fotografie di Michele Abbatangelo, Marioluca Bariona, Sofia Bocedi, Giulia Bonafede, Davide Gloria, Luca Greco, Michele Greco, Sebastian Liebentraut, Gianni Olivetti, Doralice Renzi, Tatiana Seghi, Tania Taddei, Laura Trémoulet.

Illustrazione di: Manuel De Carli dal libro “Carlo Giuliani, il ribelle di Genova

Musica: “Desert Sky” e “Don’t Turn Back” dei Silent Partner – From YouTube Audio Library

Audio: Lorenzo Guadagnucci.

Video tratti da: ProcessiG8Blob G8 Genova luglio 2001,Un Mondo diverso è possibile” – documentario collettivo del 2001, “Genova. 20 anni dopo. La storia di Lorenzo Guadagnucci”, “G8 Genova: lo stato ha torturato” di Michele Santoro, Indymedia e dal documentario “Don’t clean up the blood” del Collettivo Primitivi.