da https://www.pressenza.com/it/2025/11/e-arrivato-il-tempo-dei-desaparecidos-e-delle-torture/
25.11.25 – Mamme in piazza per la libertà di dissenso

Siamo corse in piazza, davanti alla Prefettura per la conferenza stampa, diventato enorme presidio di solidarietà, per la notizia dell’arresto e della revoca del permesso di soggiorno con annessa espulsione di Mohamed Shahin, volto noto del coordinamento di Torino per Gaza, parte attiva in tutte le manifestazioni.
E di colpo ci rendiamo conto dell’ennesimo balzo nella voragine del fascismo, dell’ennesimo attacco alla libertà, ma non solo quella del dissenso.
Qui abbiamo un “habeas corpus” come non succedeva dagli anni 70 nei regimi totalitari sudamericani.
Nessuno sa dove sia detenuto Mohamed, non lo sanno i suoi avvocati qui di fronte, non lo sa la sua famiglia. Sappiamo che e stato arrestato e deportato in un CPR con un decreto di espulsione a cui nessuno ha ancora potuto fare ricorso.
Ma “dov’e Mohamed Shehin”?
Lo urliamo ad alta voce alla Prefettura, e mentre urliamo ci vengono in mente le Madri di Plaza de Mayo a cui ci siamo ispirate, ma sempre dicendoci che c’era una enorme differenza tra noi e loro, la differenza di sapere i nostri figli dove sono.
E mentre ci rendiamo conto che oggi NON SAPPIAMO DOV’E’ un nostro compagno di lotta cominciano a scendere le lacrime.
Sono lacrime per Mohamed, per sua moglie e i suoi figli che si trovano in questa incertezza, ma sono anche lacrime per questa nazione di merda e questa democrazia fatta a pezzi.
Finalmente ci giunge la notizia: il deputato Grimaldi, dopo avere interpellato il ministero dell’interno ci fa sapere che lo hanno portato nel CPR di Caltanissetta.
MA NON È NORMALE CHE IN UN PAESE DEMOCRATICO SI DEBBA MUOVERE UN PARLAMENTARE PER SAPERE DOVE SI TROVA UNA PERSONA DETENUTA
E non e neanche normale che sia stato portato a Caltanissetta, a 1575 km di distanza.
Mohamed adesso rischia l’espulsione verso il suo paese: l’Egitto, un paese in cui non può tornare, dove il regime dittatoriale di al-Sisi – da lui ripetutamente denunciato per corruzione e per il suo esplicito sostegno allo Stato colonialista di Israele – lo esporrebbe a rischio concreto di arresto, tortura e detenzione a vita.
Se questa cosa accadesse, se l’Italia lo deportasse in Egitto, si macchierebbe della complicità di un ennesimo caso di tortura e rischio della vita.
Per tutto questo la mobilitazione deve essere permanente e attiva, con ogni mezzo possibile, per riavere Mohamed Shehin tra noi LIBERO.
👉 firma e fai girare l’appello https://c.org/T8KZKR2ZJf
👉 passa davanti alla prefettura dove si sta costruendo un presidio permanente e digiuno a staffetta
👉 segui la pagina e diffondi https://www.instagram.com/free.mohamed.shahin
👉 segui tutte le mobilitazioni


Mamme in piazza per la libertà di dissenso
Mamme in piazza per la libertà di dissenso è un comitato di mamme delle ragazze e dei ragazzi di Torino sottoposti a pesanti misure cautelari e processi per aver partecipato a manifestazioni e iniziative antirazziste, antifasciste e in difesa del territorio. Si sono riunite in gruppo per sostenere tutti e tutte i/le giovani attivisti e per denunciare la situazione di ingiustizia e di repressione che nega il diritto al dissenso e alla protesta.

