25nnale – Registrazione dell’assemblea NoKings e altri video, interviste, podcast delle giornate

Registrazione Assemblea NoKings 18 luglio 2026


Siti web

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–> https://www.pressenza.com/it/

–> https://serenoregis.org/

–> https://attac-italia.org/granello-di-sabbia-n-57-giovani-e-territori-in-movimento/

–> https://nokingsitaly.org

— > https://www.giurisprudenzapenale.com/2026/07/04/25-anni-g8-genova-sentenze-scuola-diaz-caserma-bolzaneto/

–> https://www.parallels.it/genova-2001-2026-nessuna-notte-finisce-da-sola-parallels-it


Video, interviste e podcast

In ogni caso nessun rimorso. Cosa è successo al G8 di Genova e cosa resta di quei movimenti? con Italo Di Sabato dell’Osservatorio Repressione

Luglio 2001. A Genova convergeva un movimento globale, creativo, plurale e radicale. Un’intera generazione gridava che “un altro mondo è possibile”, ponendo sotto accusa il neoliberismo, le disuguaglianze e la devastazione ambientale prima che diventassero la crisi strutturale del nostro presente. In questo video ripercorriamo quelle giornate non solo come memoria, ma come prospettiva politica. Dall’entusiasmo del Genoa Social Forum alla brutale e sistematica repressione poliziesca — definita da Amnesty International come “la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”. Dalle cariche di piazza alla morte di Carlo Giuliani, fino alle torture della Diaz e di Bolzaneto: un attacco coordinato per annientare sul nascere l’alternativa al capitalismo globale. A distanza di oltre vent’anni, cosa resta di quel movimento? Quali risposte ha saputo dare e quali domande urgenti lascia in eredità alle lotte di oggi, dal collasso climatico alla precarizzazione della vita? Ne parliamo con Italo Di Sabato dell’Osservatorio Repressione


Che fine hanno fatto le persone che hanno partecipato alle manifestazioni di Genova nel 2001, come sono cambiate le proteste e come sono finiti i processi: una puntata speciale dentro l’archivio che custodisce la memoria di quell’evento.

Scritto da Annalisa Camilli.
Produzione audio di Alexandra Genzini con il contributo di Vincenzo De Simone.
Consulenza originale di Jonathan Zenti.
Musiche di Adele Altro.

Tutti gli episodi

Limoni. Il trailer – 10 giugno 2021 – 2 min

La trappola – 16 giugno 2021 – 34 min

Genova polveriera – 23 giugno 2021 – 37 min

Zona rossa – 30 giugno 2021 – 35 min

La battaglia – 7 luglio 2021 – 44 min

Diaz – 14 luglio 2021 – 44 min

Le ferite – 21 luglio 2021 – 49 min

La giustizia – 28 luglio 2021 – 42 min

L’archivio impossibile – 4 agosto 2021 – 51 min

Venticinque anni dopo – 20 luglio 2026 – 39 min


Intervista con Vittorio Agnoletto e Lorenzo Guadagnucci – Roberto Bertoni

Si avvicina il venticinquennale del G8 di Genova e Vittorio Agnoletto, all’epoca presidente del Genoa Social Forum, e Lorenzo Guadagnucci, tuttora cronista del Resto del Carlino, che tuttavia si recò a Genova in forma privata per rendersi conto con i propri occhi di cosa stesse accadendo e venne picchiato selvaggiamente durante l’irruzione degli agenti di Polizia all’interno della scuola Diaz, hanno scritto altrettanti libri di cui diamo conto in quest’intervista.

“Il G8 di Genova. Ieri, oggi, domani” di Agnoletto, realizzato insieme a Mario Scagnetti ed edito da TAB, è un’intervista-memoir nella quale l’allora presidente della LILA (Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS) racconta alcuni aneddoti importanti, e inediti, e riflette sulla realtà contemporanea: com’eravamo, come siamo diventati e cosa dovrebbero fare le forze politiche della sinistra contemporanea per fornire risposte alle domande sempre più pressanti espresse dalle nuove generazioni in fatto di ambiente, sanità pubblica, scuola, università, tutela del lavoro, dei diritti umani e della dignità della persona.

Non solo: sia pur con garbo e gentilezza, Agnoletto richiama i giorni tragici di piazza Fontana, quando la sinistra intellettuale ebbe il coraggio di aprire i cortei e schierarsi davanti agli operai, rischiando in prima persona manganellate e altri episodi spiacevoli pur di provare a far luce sull’accaduto. Ebbene, la sua provocazione è anche la nostra: non bastano i Moni Ovadia, i Paolo Rossi e i pochi altri esponenti del mondo della cultura che si sono sempre battuti e hanno sempre detto la loro, pagando spesso un prezzo altissimo per il proprio coraggio; è arrivato il momento che giornaliste e giornalisti di primo piano, cantanti, scrittrici, scrittori, attrici, attori e chiunque possa far sentire attivamente la propria voce faccia la sua parte, perché l’apparato repressivo e censorio, al momento, non sarebbe in grado di contenere una simile ondata di protesta.

Lorenzo Guadagnucci, autore per Altraeconomia di “Chiedo scusa se vi parlo del G8 di Genova. 25 tesi sull’irruzione del movimento globale, la sua repressione, la sua attualità”, dal canto suo, compone un saggio che è al tempo stesso un pamphlet politico, ricco di idee, proposte e slanci ideali, di cui il centrosinistra farebbe bene a tenere conto in vista delle elezioni del prossimo anno.

In entrambi i casi, è chiaro l’intento di non consentire a nessuno di strumentalizzare Genova, i suoi protagonisti e le sue protagoniste, la sua storia profonda e il suo dolore. Piuttosto, abbiamo riflettuto insieme su come separare la tragedia dalla proposta, gli esiti giudiziari dalle prospettive che il Movimento dei Movimenti seppe indicare e dalle speranze che seppe suscitare in ogni angolo del pianeta. E abbiamo reso omaggio a tre compagni che non potranno più essere con noi nei prossimi giorni, in piazza Alimonda e alla scuola Diaz: Matteo Jade, Anubi D’Avossa Lussurgiu e Arnaldo Cestaro, il ferrivecchi di Agugliaro, in provincia di Vicenza, che dopo essere stato picchiato a sua volta alla Diaz, ha condotto una battaglia strenua per ottenere verità e giustizia, fino a prevalere davanti Corte di Strasburgo, costringendo l’Italia a introdurre nel Codice Penale una sia pur blanda versione del reato di tortura. Ecco, come sostiene Agnoletto, sarebbe bello se alla Diaz, un quarto di secolo dopo, una targa ricordasse la sua passione e il suo impegno civile.


Roberto Bertoni intervista Rocco G. Maruotti


A 25 anni dal G8 di Genova, la voce di chi partì da Ancona


A cura di Carmine Corvino e Diego Galli

Introduce e coordina Davide Tozzo.
Relazione Peppe De Cristofaro.
Contributi di: Emiliano Brancaccio, Federico Martelloni, Francesco Raparelli, Giosuè Vicidomini, Raffaelle Bolini, Grazia Francescato, Alfio Nicotra, Lisa Clark, Donatella Di Cesare, Luca Casarini, Patrizio Gonnella, Annalisa Camilli, Giuliano Santoro e Nichi Vendola..
Intervengono: Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni.
Tra gli argomenti discussi: Giustizia.

Il convegno rilegge i fatti del G8 di Genova del 2001 non soltanto come un episodio di violenta repressione statale, ma come un evento profetico che aveva anticipato le principali contraddizioni dell’epoca contemporanea.

La tesi di fondo dell’incontro è che le mobilitazioni altermondialiste avessero previsto con largo anticipo i costi della globalizzazione neoliberista, evidenziando il legame tra la precarizzazione dell’esistenza, il progressivo impoverimento dei diritti civili e l’innalzamento delle tutele per il capitale a discapito delle garanzie democratiche.

L’eredità di quell’esperienza viene individuata nella necessità di raccordare le attuali mobilitazioni sociali e generazionali – da quelle ambientali e transfemministe a quelle contro la guerra – per ricostruire un’alternativa politica in grado di contrastare le attuali derive autoritarie.

Diversi interventi concordano sul fatto che la violenza della scuola Diaz e di Bolzaneto non sia stata un mero errore di gestione dell’ordine pubblico, ma una scelta politica volta a stroncare una narrazione alternativa.


Madres de Plaza de Mayo per il progetto 20 ANNI